Forse nella mia vita ho sempre sbagliato tutto.
Forse ho sempre preso la strada sbagliata.
Forse ho bisogno di cambiare drasticamente vita.
Forse potrei fare il killer.
Forse farei molti soldi ad ammazzare le persone.
Forse la gente inizierebbe a rompere meno le palle.
Forse sto impazzendo piano piano.
Forse quando avrò quarantanni farò una strage.
Forse diranno che mi sono immolato in nome di un qualche dio, a seconda di quale sia quello più scomodo.
Forse è ora di andare a dormire.
Forse sono troppo stanco.
Sei in treno, stai leggendo, vuoi estraniarti da tutto e da tutti, hai bisogno di non pensare per un po'. Poi d'un tratto, ti arriva alle narici qualcosa di familiare, un profumo che conosci molto bene, un profumo che dimenticherai a fatica, o forse non lo dimenticherai mai. E' il suo profumo. Lo stesso che aveva anche l'ultimo giorno che l'hai vista, lo stesso che aveva l'ultima volta che l'hai abbracciata, lo stesso che aveva quando eri in Francia, lo stesso che ti ricorda il dolore. Fingi di continuare a leggere, non vuoi alzare lo sguardo e vedere chi porta quel profumo. Hai paura. Una paura infondata, non può essere lei, è a più di mille chilometri, non è lei. Cazzo non deve essere lei. La curisità di vedere chi è ti nasce dentro, la paura si ingrossa sempre di più. Se fosse lei? che cazzo le dici? Cosa fai? Il tempo intorno si sembra fermato. Hai l'impressione che tutti sappiano cosa ti passa per la testa, che tutti siano lì a vedere quale sarà la tua reazione, cosa farai. Intanto quel profumo entra sempre di più nel tuo cervello, ti riporta dove non vorresti più andare, se chiudi gl occhi rivedi tutte le scene, come se qualcuno si divertisse a usare l'interno delle tue palpebre come il grande telo bianco del cinema. Situazione scomoda. Devi vedere chi ha addosso quel profumo, devi vedere che non è lei, devi dimenticare. Apri gli occhi, alzi lo sguardo, ti trovi di fronte una ragazza, molto bella, ma non la conosci, vorresti mandarla a fare in culo, mentiresti dicendole che quel profumo le sta malissimo. Abbozzi un sorriso, perchè ti senti troppo idiota a pensare a certe cose, e ora vorresti chiederle scusa. Ma hai fatto tutto da solo, torni a leggere, e il treno arriva al capolinea. Cadorna FNM.
Ieri sera spuciando tra i miei vecchi ricordi, sono incappato in un raccoglitore che recava il titolo poesie, ecco dov'era finito! Avevo perso le sue tracce, si era imboscato negli anfratti della mia camera, ma ieri ha deciso di non restare più nascosto. Subito l'ho sfogliato e ho iniziato a leggere avidamente ciò che 5 o 6 anni fa avevo scritto. Mi sono stupito di me stesso, erano tutte le poesie, scritte nel periodo in cui frequentavo passivamente il liceo, erano poesie scritte sul retro degli appunti di matematica e fisica. Voglio riporatarne una, quella che più ieri mi ha colpito.
Milano
Il poeta di strada canta
gesta comprensibili solo a lui
l'artista di strada esprime
nella sua immobilità
tutto il suo movimento
per pochi soldi.
Bravo grida qualcuno da dietro
Bravo, si unisce qualcun'altro.
Il fumo mortale di qualche auto
fornisce un'atmosfera quasi teatrale
in questa città dei balocchi
un uomo osservato da mille e più occhi.
un uomo solo, solo un uomo.
Piange qualche povero malcapitato
incappato in truffatori
quelli che ti fanno credere di
vincere qualche comodo soldo
e che poi si prende tutto il tuo stipendio.
Il suo pianto salte alto, più su
fino alla nostra madonnina
lei che ci protegge,
lei che nel suo manto d'ori è
così umile, così piccola,
ma immensa è la sua grandezza.
Questa città così grande, ma che
a volte è così stretta,
tanto stretta che non puoi girare
così stretta da non poter vedere le stelle.
Amo questa città,
la amo perchè è mia.
C.M.
Ci impegniamo noi, e non gli altri;
unicamente noi e non gli altri;
né chi sta in alto, né chi sta in basso;
né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo,
senza pretendere che gli altri si impegnino,
con noi o per conto loro,
come noi o in altro modo.
Ci impegniamo
senza giudicare chi non s’impegna,
senza accusare chi non s’impegna,
senza condannare chi non s’impegna
senza disimpegnarci perché altri non s’impegnano.
Ci impegniamo
perché non potremmo non impegnarci.
C'è qualcuno o qualche cosa in noi,
un istinto, una ragione,
una vocazione, una grazia,
più forte di noi stessi.
Ci impegnamo per trovare un senso alla vita
a questa vita,
una ragione che non sia
una delle tante ragioni,
che ben conosciamo
e che non ci prendono il cuore.
Si vive una sola volta
e non vogliamo essere "giocati"
in nome di
nessun piccolo interesse.
Non ci interessa la carriera,
non ci interessa il denaro,
non ci interessa
la donna o l'uomo se presentati
come sesso soltanto,
non ci interessa il successo
nè di noi nè delle nostre idee,
non ci interessa passare alla storia.
Ci interessa di perderci
per qualche cosa o per qualcuno
che rimarrà anche dopo che noi
saremo passati
e che costituisce la ragione
del nostro ritrovarci.
Ci impegnamo a portare un destino
eterno nel tempo,
a sentirci responsabili
di tutto e di tutti,
ad avviarci,
sia pure attraverso un lungo errare,
verso l'amore.
Ci impegnamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo su misura,
ma per amarlo;
per amare anche quello
che non possiamo accettare,
anche quello che non è amabile,
anche quello che pare rifiutarsi all'amore,
poichè dietro ogni volto e sotto ogni cuore c'è,
insieme a una grande sete d'amore,
il volto e il cuore dell'amore.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi mutiamo,
si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.
La primavera incomincia con il primo fiore,
la notte con la prima stella,
il fiume con la prima goccia d’acqua
l’amore col primo pegno.
Ci impegniamo
perché noi crediamo nell’amore,
la sola certezza che non teme confronti,
la sola che basta
a impegnarci perpetuamente.
(Don Primo Mazzolari)
Cosa c'è di diverso oggi, rispetto a ieri, o domani? Primo oggi finalmente hai dormito un po' recuperando quel mese di ore di sonno in arretrato. Ti sei alzato, bicchiere di latte caldo e pan di stelle "mulino bianco" (quelli dell'esselunga sono delle scarse imitazioni), hai deciso che è meglio pensare a piccole dosi, come ha sentito in radio per fare blues basta una tristezza, è inutile addensarle tutte quante in una botta sola, ogni giorno ha la sua.
Esci di casa indossando la tua giacca nuova, super-tecnica da montagna, in gore-tex, hai speso un fottio di soldi,ma ne è valsa la pena. Ti dirigi, zainetto-university in spalla, verso il luogo di cultura del tuo comune, la biblio, ti apposti al primo pc collegato in internet e navighi. Una mattinata persa, ma ogni tanto bisogna perdere un po' di tempo, entrare in quest'ottica farebbe stare meglio tutti, perchè continuare a correre? essere sempre agitati? E' così bello fermarsi ogni tanto, e osservare il mondo che ti passa davanti, perdere un po' di tempo, sfruttarlo per dedicarsi un po' di più a se stessi. Così hai fatto oggi, sei ancora assonnato, non hai combinato un cazzo, ma alla fine stai bene.
Sapevi che sarebbe arrivato. Prima o poi. E satmattina è tornato da te. Il tuo problema è ritornato, non è più lo stesso, è tornato modificato, più forte, raddoppiato. Non vuoi pensarci, non devi pensarci, come è venuto se ne andrà, speri, ma ora è un insieme di tanti piccoli problemi.
Ne guardi uno, non lo risolvi, passi all'altro, non puoi risolverlo, non ora.
Gaurdi il portamonete, 35 cents, giusti, ripensi con nostalgia alla lira. 35 cents, bastano, un caffè-merda alla macchinetta. Concentri i toui problemi in quel caffè, lui devono affogare, non è ancora arrivato il momento per affrontarli, ma devono sempre arrivare con anticipo, loro.
35 cents. solo 35 fottutissimi centesimi. Nervoso, stanchezza, rabbia, rimpianti, nostalgia, si mischiano. Dentro te un gran casino, non sai cosa fare. Vuoi impegnare la testa in tante cose. Non vuoi pensare. Se pensi peggiori. Bevi il tuo caffè. Sigaretta. Guardi il cielo. Azzurro. Limpido. Oggi non rispecchia affato il tuo umore. Meglio fumare e smettere di pensare. Oggi devi concentrarti sul caffè da 35 cents. E pensare allo zaino che tieni pronto. Prima o poi te ne andrai da qui.