io stesso sono un anacoluto, un errore sintattico del mio stesso io, un brusco cambiamento di soggetto
odi et amo
Odio : tutti. soprattutto chi mi odia
Amo : me stesso, e chi sa che da me è amato
La mia musica : Blues, rock e tuto quello che nasce dall'anima
I miei libri : Pensavo giusto di scriverne uno...
postato da carlitosway alle ore 16:08 giovedì, 26 gennaio 2006
Oggi nevica.tutto quanto si copre.La cosa strana è che tutto assume forme più vellutate, i suoni si fanno più ovattati. lui stava camminado in mezzo alla città. in mezzo a quella città, ma oggi tutto era diverso. tutto quanto era diverso. nessuno più correva o aveva fretta. nessuno più correva, o per prudenza o per gustarsi questo aspetto magico. questa neve che scendendo pulisce tutto. anche le coscienze.tutto quanto si copre. La cosa strana è che tutto assume forme più vellutate, i suoni si fanno più ovattati. lui continua a camminare. i fiocchi piano piano scendono. si depositano. tutto quanto si copre. la cosa strana è che tutto assume forme più melodiche. il silenzio in giro è quasi imbarazzante. sembra che sia lo spazio giusto per azzardare qualche nota di jazz. qualche nota melodica di jazz. note di sax. note di tromba.se fissi l'immensità bianca puoi sentirla. è come se fosse li nell'aria. è come se fosse lì da anni in attesa che qualcuno faccia caso a lei. un'inconfondibile melodia di Coltrane. tutto si sta tingendo di pace. tutto rallenta il suo normale corso. tutto ha voglia di ascoltare quelle note che andranno avanti a suonare finchè la neve andrà avanti a cadere. lui sta ancora camminando, ma ora guarda solo in alto. riesce a vedere nel cielo un pentagramma e i fiocchi vanno a comporlo. i fiocchi sono le note. lo compongono. lo suonano. lui ascolta. niente intorno è più importante. tutto si copre. tutto è jazz. tutto è neve.
postato da carlitosway alle ore 17:48 venerdì, 20 gennaio 2006
Tutto sembra stato scritto prima ancora che accada, tutto quello che ti circonda sembre faccia parte del disegno di un architetto, e tu essendo ingegnere odi gli architetti. Razionalità prima di tutto, matematicità al secondo posto. Tu vuoi scappare da tutto ciò, senti un desiderio irrefrenabile di mollare tutto. Inali. Respiri. Ti lasci cullare dal moto lento e cadenzato, quasi uno swing, del treno. Di fronte a te un uomo, un uomo vecchio, ti colpisce il suo sguardo triste, se lo osservi bene puoi leggergli negli occhi la sua storia, fatta di guerra. La guerra ti segna, senti l'odore, percepisci l'odore stantio di sudore di persone ammassate nei vagoni, senza finestrini. Biglietti! Ti giri e il controllore è un maresciallo delle SS, divisa nera, fascia rossa sul braccio e svastica nera. Il suo tono severo. La paura solo nel vederlo. Di fronte a te quel vecchietto, cinquant'anni in meno, è un bambino, ha una sciarpa rossa al collo, dei guanti sporgono dalla tasca destra del suo cappotto marrone, in mano una sacca che non vuole abbandonare. Prossima fermata camera a gas. Ringrazi il signore di essere nato nei favolosi anni '80, ma ora sai perchè ringraziare.
postato da carlitosway alle ore 11:07 giovedì, 05 gennaio 2006
Sto lavorando ad un racconto, ho deciso che forse era il caso di scrivere qualcosa di più delle solite 2 righe. tutto è iniziato perchè avevo voglia di riempire delle pagine del mio moleskine e così ora mi ritrovo a scrivere in continuazione, poi lo pubblicherò qui, e allora questo post si autodistruggerà. cordiali saluti a voi tutti che siete passati di qui, per caso o per voglia, a voi che siete col culo incollato alla sedia davanti al monitor, a far correre veloci le dita sulla tastiera, a giocare un po' d'azzardo con questa vita.
postato da carlitosway alle ore 14:47 domenica, 01 gennaio 2006
Anch'io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono del campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finchè non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos'altro, bisogna fare i conti con quello che c'è qua: e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecentomila al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx... Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo..."