"No woman no cry"
B. M.
Una versione contraffatta. diversa. quasi swing. Una No woman no cry mai sentita prima.Risuona dal dolby del cinema. King kong. Poca gente in sala. Ha un che di triste venire al cinema da soli. Non sono l'unico. C'è un tizio qualche posto più in la, alla mia desrta. Le altre poche persone che occupano i posti sono per lo più coppiette. Quelle che cercano un posto caldo, per scappare dai -5 gradi la fuori. Un posto dove possono stare soli a scambiarsi baci carichi di passione. Il tutto alla modica cifra di 5,50 euro. Un fascio di luce, ma da proiettore. per un sogno da duemilalire. Posso solo questo sogno scusa per la mia fantasia. (liga)
Ad un certo punto l'uomo alla mia destra si accascia sullo schienale davanti. Qualcosa deve essergli successo. Mi avvicino. Le luci stanno incominciando a spegnersi. Lo spettacolo sta per avere inizio. dalla bocca dell'uomo sta uscendo un rivolo di sangue. Un coltello infilato nella sua schiena. E' morto. sono l'unico li vicino. mi hanno visto. che cazzo posso fare. Panico. Inizio a gridare. Qualcuno chiami la polizia! presto. Un'ambulanza! Quel coltello io lo conosco. Cazzo è il mio. Unica cosa da fare: scappare via. io non sono mai stato qui! Ma anche quell'uomo io lo conosco. L'ho già visto. si sono sicuro. è un politico. merda. neanche il tempo di dire altro le luci sono spente. io sono già fuori. la polizia sta arrivando. io sono già sotto casa. ho qualcosa in mano. il coltellino. sporco di sangue. merda. laviamo tutto con candeggina. tracce finite. io li non ci sono mai stato.
ora ho un nuovo nome. vivo altrove. non vi dico dove. ho smesso di andare al cinema.
Soundtrack: "l'eroe" I mercanti di liquore
Il fuoco ballava al centro dell'attenzione. Intorno, in cerchio, tutti noi. Si cantava al ritmo di una chitarra, appena appena scordata. Quasi a sottolineare di più quel senso di improvvisazione. In mezzo a tutti noi stava lei. La ragazza più bella che fosse mai passata di qui. Capelli lisci a scendere sulle spalle. Neri. Una gonna gitana, che forse era stata disegnata per l'occasione da uno stilista visionario capitato lì per caso e non avesse resistito alla tentazione di vestire questa bellezza. Io ero lì. A qualche passo di distanza. Impietrito. Osservavo la scensa nel suo insieme. Anche il fuoco ha lasciato spazio a lai. Rinunciando alla sua dose di egocentrismo. Non so se è per il vino che bruciava nelle vene o cosa, ma ho visto il fuoco allontanarsi e andare a ballare solo. Intanto la mia mente e la mia anima rimanevano li. Impietriti. Meccanocamente continuavo a fissare tutto nella memoria digitale della mia reflex. Ho sempre evitato, però, di fotografare la vera bellezza della serata, per paura di sottrarle una piccolissima parte della sua bellezza.