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io stesso sono un anacoluto, un errore sintattico del mio stesso io, un brusco cambiamento di soggetto


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Created By MartaSC

postato da carlitosway alle ore 15:45
mercoledì, 20 dicembre 2006

Avete provato a vivere senza miti? Non sono forse peggiori i
risvegli, più dure le giornate di lavoro, più triste l'amore, più
prevedibile il futuro?
PACO IGNACIO TAIBO II
 
 
 
Cosa abbiamo fatto per meritarci questa merda? Qual è il Grande Tradimento? O è piuttosto un
accumularsi nel tempo di piccoli tradimenti, ciascuno perfettamente giustificabile, anche se il
risultato finale è l'orrore?
Qual è il punto d'origine? E' possibile rintracciarne uno? Uno qualsiasi, che aiuti a capire.
Sì, avrei proprio dovuto farle quelle domande al vecchio "Soviet".
WU MING, ASCE DI GUERRA
 
Queste sono le domande che girano e girolanzano nelle teste di come me, sta vivendo questo periodo storico.politico italiano. Cosa cazzo è successo per arrivare a dove siamo arrivati?
Ore 15.30. località dispersa nella pianura padana. Nord-ovest di milano. Una ragazza si accende una sigaretta, le amiche la rimproverano. Non c’è più quieto vivere per i poveri fumatori. Emarginati sociali. Lei cerca di non perdere il minimo di dignità che ha. “Non ho fumato per anni, fammi recuperare!” ha perso il minimo di dignità. Il luogo dove mi trovo ha un direttore. Her director per gli amici. Lui si definisce il Furer. Her director esce da una porta finestra. Imprecando. Mi vede. Dopo avermi salutato esordisce nel suo solito discorso. “qui cazzo è diventato impossibile fare qualcosa. Solo perché vogliono credere che ci sia una democrazia. Ma cos’è la democrazia? Non esiste. È utopia. Ma se mi fanno fare quel cazzo che voglio, qui smetteranno di rompere i ciglioni. Qui vedranno chi comanda. Bisognerebbe ritornare alle torture. Quelle medievali. Come facevano i saraceni.” E qui inizia un monologo descrittivo, con dovizia di particolari, dei metodi di tortura. Quasi gli rovescio l’hamburger mangiato a mezzogiorno sulle scarpe. Conclude “ ma noi camerati tanto prima o poi si torna a rompere i ciglioni.” Qui finalmente riesco ad esprimere: “ ma siamo noi anarcotici che rompiamo il cazzo di solito.” Ma il mio cervello blocca le parole prima di uscire dalla bocca, e tutto quello che dico è un semplice “cazzo”. Her director torna al suo lavoro. Io mi incazzo col mio cervello che non mi ascolta. E non lo farà per il resto della giornata. Sciopero preventivo. Intanto arriva il personaggio più insulso. Un ragazzo più giovane di me. Cappotto nero lungo. Con il grande vizio di guardare male chiunque. Mi chiedo che cazzo abbia da guardarmi male ogni volta che mette piede qui. Ma chi cazzo lo conosce. Si accompagna ad un altro ragazzo, questo l’ho ribattezzato il tirapiedi. Fa tutto quello che “cappotto” dice. “cappotto” si atteggia da manager impegnato sfoglia il giorno seduto su una panchina. Intanto tirapiedi parla da solo. Non viene ascoltato. Sembrano il mio cervello e me. Cazzo. Ora “cappotto” si lascia andare: “ ma soprattutto quel verme..” non finisce la frase ritorna nel suo giornale. E a guardare male chiunque passi li in zona. Prendo un caffè. Un gruppo di pensionati discute di politica interna. Molti revisionisti dell’epoca Craxiana. Lo considerano un santo. Lascio correre non posso incazzarmi su tutto. Esco col mio caffe in mano. Mi siedo su una panchina. “cappotto” da ordini a tirapiedi. Si continua ad atteggiare. Credo che siano gay. Non sapevo leggessero il giorno. Quotidiano nazionale. Centro-destra. Mi isolo. Me ne vado. Siamo sotto natale dobbiamo essere più buoni.
Forse.
 
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postato da carlitosway alle ore 14:42
giovedì, 14 dicembre 2006

“let me tell you a story…
..about the things theat I saw..
one night wondering..”
(Iron Maiden)

 

L’autunno è come il blues. Esprime malinconia. Ma allo stesso tempo, coi suoi colori rossi emette delle note talmente calde da far vibrare l’anima. Riesce a farti provare insieme felicità e malinconia. Riesce a parlare alla tua anima. senza dover parlare con te. ti fa dimenticare le giornate sbagliate. Te le fa dimenticare per quel brevissimo istante. Ma è talmente intenso che riesce poi a farti vivere quell’infinitesimo come fosse una vita intera. Come il blues che ogni nota sembra una canzone a parte. ogni nota esprime una cosa sua. propria.
L’autunno è un sonatore blues. Usa la tua anima come una tromba. ogni nota è quello che la tua anima vuole esprimere. ogni nota è un pezzo della tua storia. ogni nota poi si unirà ad altre note. E allora quella sarà la più bella canzone. Sarà la storia di tutti noi. La nostra storia.
 
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