"Cosa vede l'occhio di uno scanner?
Vede dentro di me? Dentro di noi?
Chiaramente o in modo oscuro?"
ore 13.45
Mangia una pizza al tonno surgelata. Italia 1 trasmette le prove dell'ultima gara di motogp. Rossi è caduto. Frattura alla mano destra. La pizza fa cagare, ma meno di altre. Mentre gioca coi pezzi di tonno rinvigoriti da 15 minuti di forno a 180° un pensiero gli entra nella testa. Forse un giorno anche noi saremo come pizze surgelate. All'occorrenza tireranno fuori da mega congelatori questa o quella persona. Comico pronto in due minuti, e avrai a casa tua un comico vero, oppure cuoco francese stile novelle cousine, ed ecco un cuoco per una cenetta del tutto particolare.
Ci infileranno in mega formi ergonomici a 180° per 15 minuti. Avremo una data di scadeza, una cosa del tipo: "consumare il prodotto preferibilmente entro (vedi tatuaggio alla base della nuca)" per capire dov'è la nuca segui le istruzioni allegate all'inetrno della confezione.
"avvertenza: il prodotto può essere ricongelato al massimo due volte".
E' così che si vedeva, un prodotto in scatola qualcosa di "già pronto" che in pochi minuti ti sistema quella parte della tua vita e poi torna a ricoprirsi di brina in mezzo ad altri scatoloni di uomini congelati.
Allora, se avesse potuto scegliere, avrebbe voluto essere una semplice, merdosa, pizza al tonno. Perchè lui, mai e poi mai, avrebbe voluto aiutare chiunque o qualunque cosa l'avesse congelato e poi sfruttato. Una forma di schiavitù moderna, schiavi della nuova stirpe, della generazione del futuro. Figli di nessuno, inscatolati e imballati come i "quattro salti in padella" usati e gettati. Forse era più conveniente pensare al presente, alla vecchia della biblioteca che legge i libri, ingobbita dagli anni, con una lente di ingrandimento tascabile. rossa. Almeno lei non sarebbero riusciti a congelarla. non ancora.